Partire da ciò che si vuole esprimere

Un progetto di identità olfattiva comincia con una domanda sul soggetto che dovrà rappresentare. Quali valori guidano l’organizzazione? Quale storia appartiene al luogo? Quali comportamenti rendono riconoscibile l’esperienza? Le risposte definiscono il contesto nel quale valutare le proposte olfattive.

La piacevolezza resta una qualità da considerare. Il progetto richiede anche di capire perché una composizione sia pertinente a quella specifica identità. Una scelta diventa argomentabile quando può essere ricondotta a un brief condiviso.

Costruire coerenza fra i punti di contatto

La fragranza viene incontrata dentro un’esperienza fatta di persone, parole, materiali e gesti. Un ingresso, una confezione e un oggetto donato hanno funzioni diverse. La stessa identità può trovare in ciascuno una presenza adeguata, con intensità e modalità d’uso da progettare.

Il lavoro comprende quindi la composizione e le sue applicazioni. Materiali, supporti e condizioni degli spazi influenzano il modo in cui il profumo viene percepito. Una decisione efficace sulla carta va verificata nel contesto reale.

Due progetti, due criteri di coerenza

Nel progetto UNI, il punto di partenza è il rapporto fra rigore e capacità di creare connessioni. Il nome Rigore Salato e la direzione olfattiva si leggono attraverso questa domanda. Per Catellani & Smith, invece, il calore mette in relazione luce, artigianalità e accoglienza. Lo showroom offre un contesto preciso in cui valutare il profumo.

Questi esempi suggeriscono un criterio di lavoro: prima di descrivere una fragranza con aggettivi come elegante, avvolgente o contemporanea, occorre spiegare che cosa significhino per quel soggetto. La stessa parola può indicare intenzioni molto diverse. Un campione aiuta a confrontarle; il brief permette di non perdere il filo della discussione.

Anche l’estensione alle applicazioni mette alla prova la scelta. Nel caso Catellani & Smith il progetto comprende ambienti, diffusori a bastoncino e packaging. Ogni supporto cambia il modo di incontrare la fragranza. La continuità si costruisce conservando la direzione del racconto e verificando, ogni volta, la resa nel contesto d’uso.

Osservare ciò che accade

L’attivazione apre una nuova fase di ascolto. Le persone riconoscono la fragranza? La trovano coerente con l’ambiente? Le modalità d’uso sono sostenibili per chi gestisce lo spazio? Sono domande da affrontare con riscontri concreti, senza attribuire al profumo effetti che non siano stati osservati.

Nel metodo Scent Identity Design questo percorso attraversa sette fasi, dall’Ascolto alla Risonanza. Il loro legame permette di conservare il senso iniziale del progetto durante lo sviluppo e nel tempo.

Approfondimento sul metodo presentato in Scent Identity Design. Maschietto Editore, 2025.