Eravamo a RelazionEXPO, al Palazzo della Gran Guardia, per “Le Geometrie degli Attimi”, un incontro dedicato alle emozioni e al nostro modo di entrare in relazione. Insieme a Walter, di Exquisita, abbiamo portato due esperienze che usano mezzi diversi e che, nel confronto, ho sentito affini.

Quando si racconta il proprio lavoro, si finisce spesso per parlare di ciò che si realizza. Conoscere la storia di chi abbiamo davanti permette di andare un po’ più indietro, verso le ragioni che lo hanno portato a scegliere proprio quel mestiere, quel modo di esprimersi. È lì che ho trovato il punto di contatto con Walter.

Il mezzo conta, naturalmente. Il cioccolato e il profumo richiedono conoscenze e gesti differenti. Eppure mi interessa pensare che una parte di ciò che creiamo venga da come guardiamo le cose, dalle esperienze che abbiamo attraversato e dalla sensibilità che abbiamo maturato. La materia ci offre la possibilità di dare a tutto questo una forma condivisibile.

Nelle fotografie del workshop siamo raccolti intorno a un tavolo, con le mouillette in mano. Sono immagini che raccontano anche un altro aspetto del mio lavoro: il momento in cui il profumo incontra la percezione delle persone. È un passaggio a cui tengo, perché mi permette di ascoltare e di rimettere alla prova il mio sguardo.

L’ascolto è anche il punto di partenza del mio metodo di Scent Identity Design. Prima di dare forma a un’identità olfattiva, cerco di comprendere la storia e la sensibilità di chi ho davanti. Il confronto con Walter mi ha riportato a questo momento del lavoro, che continua a interessarmi ogni volta.

Da sinistra a destra: Maurizio Sangineto, Maurizio Predieri e Maurizio Insana a RelazionEXPO.
Da sinistra a destra: Maurizio Sangineto, Maurizio Predieri e Maurizio Insana. Tre Maurizio insieme: un evento nell’evento.

Ringrazio Ombretta Zulian e la Fondazione Relazionésimo per aver reso possibile questo incontro, e chi ha partecipato per il tempo trascorso insieme.

A Walter va un grazie particolare. Mi ha fatto piacere riconoscere, attraverso la sua storia, una familiarità che non dipende dal fare lo stesso mestiere. È il ricordo che scelgo di portare in questo Taccuino.